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DAVIDE, L'UOMO CHE SEPPE DISTINGUERSI
(1°Samuele 16:1-13 - Prima Parte)

Il verso che prenderemo in esame è il 7: Dio guarda al cuore. Ciò che è interessante notare è il punto di vista, sia di Dio che di Samuele. Mentre Samuele guardava all’esteriore, Dio scrutava l’interiore: il cuore. Dammi il tuo cuore, e custodiscilo più di ogni altra cosa perché è la sorgente della vita, (Proverbi 4:23; 23:26.) Il profeta esaminò nella scelta, ogni possibilità, ed infine dietro indicazione del Signore scelse Davide e lo unse. Davide era un uomo di fede, timorato di Dio, amante della Parola del Signore e completamente sottomesso all’Eterno. C’erano delle peculiarità nel cuore di Davide che lo distinguevano certamente dagli altri e rallegravano il cuore del Signore. Cosa distingueva:

1) Animo da pastore - Prima di lui, i suoi fratelli sfilarono davanti a Samuele, erano sicuramente uomini forti, robusti, caparbi, di bell’aspetto, apparentemente coraggiosi, MA erano guerrieri. Per condurre e pascere il gregge di Dio, non servono guerrieri, ma pastori, coloro che hanno l’animo tale. Davide, non per vantarsi, ma davanti alle perplessità di Saul, raccontò del leone e dell’orso che cercavano di sbranare le sue pecore, e di come egli gliele strappò dalle fauci, dalla bocca (1° Samuele 17:33-379. Un pastore si batte per le pecore, le difende e le conduce nei luoghi di ristoro e riposo. I guerrieri sono abituati ad essere duri, prepotenti e senza misericordia. Davide è un bellissimo esempio di Gesù il meraviglioso Pastore. Gesù dichiara attraverso la Sua Parola che il buon Pastore dà la Sua vita per le pecore e Lui venne proprio per questo. La diede come prezzo di riscatto, affinchè per la Sua morte ora noi viviamo in Lui e per Lui.

2) Dipese da Dio per la pace interiore - Da sempre si cerca il benessere materiale, un'ottima salute, un’assenza di conflitti, un buon lavoro ecc… per vivere bene, in pace, per essere sereni, per non essere nell’agitazione, nelle preoccupazioni; Ma per Davide la pace vera procedeva dalla presenza di Dio, dall’intervento divino nella sua personale vita. Nonostante problemi, affanni, difficoltà, circostanze avverse nella sua casa, egli poteva vivere, realizzare la pace divina perché il Signore aveva il controllo della situazione. Davide non era in ansia, egli realizzava la pace vera, quella interiore, il riposo perfetto che solo Dio può donare. Egli poteva riposare, abitare al sicuro, vivere tranquillo perché Dio aveva invaso il cuore della pace celeste (Salmo 4 verso 8). E' scritto in Isaia, che il Signore conserva la pace a coloro che confidano in Lui (Isaia 26:3 - 4). Davide potè affermare: il Signore è il mio pastore, nulla mi manca (Salmo 23 verso 1). Se Cristo sarà presente ed operante in noi, realizzeremo la Sua pace perché Egli non solo è il Principe della pace, ma è altresì, LA NOSTRA PACE: «Lui, infatti, è la nostra pace» (Efesi 2:14). Davide confidò solo in Dio per la pace e Dio onorò il Suo servo.

3) Chiese a Dio la protezione - Egli cercò la protezione e la salvezza in Dio soltanto. Manifestò una ferma fiducia in Dio per la protezione e per la liberazione dai suoi nemici. Il Salmista ritenne il Signore lo scudo della sua personale vita (Salmo 7:1 - 10). Se guardiamo attentamente nei libri dei Salmi, scopriremo tantissimi altri requisiti che possedeva Davide e che lo rendevano gradito a Dio e distinto da altri. Il Salmista era circondato di nemici, non perché viveva facendo il male, ma perché era un servo di Dio, un uomo che piaceva al Signore e il diavolo voleva distruggerlo. Era attorniato di persone che volevano il suo male, ma egli aveva imparato a confidare nel Signore, imparò a mettere ogni cosa nelle mani di Dio. Davide comprese chiaramente che Dio è Colui che protegge il Suo popolo (Salmo 121). Il credente non ha nemici, ma ha il diavolo che è il nemico giurato di Dio, della Sua Chiesa e dell’opera del Signore. Capita, delle volte, che il credente si ritrova delle persone che senza motivo si scagliano contro. Delle volte per invidia, per odio, delle volte sospinti anche da satana. Certe persone sono pronti a calunniare, a beffare, oltraggiare i cristiani senza un valido motivo. La richiesta di Dio è di amare questa gente, di pregare per loro, e come Davide, confidare soltanto nel Signore per essere protetti e custoditi in Cristo. Davide chiedeva giustizia a Dio (Salmo 43 verso 1). Non scagliamoci contro di loro e non rendiamo male per male, ma al contrario, come dice la Scrittura, contraccambiamo il male col bene. Non ripaghiamo mai con la stessa moneta. Paolo esortò a vincere il male col bene (Romani 12:17 - 18). Dio è il solo che ci protegge dal nemico.

4) Era amante della Parola - Nel Salmo 19 ai versi 7 fino a 11, Davide presenta ed esalta la Parola di Dio e dichiara che anche lui ne è ammaestrato. La Parola del Signore è degna di essere amata, studiata, meditata e praticata (Salmo 1:1-3). Ancora oggi, chi medita la scrittura riceve gioia personale ed acquisisce più saggezza di tutti gli altri uomini (Salmo 119:97-104). Davide aveva imparato a dipendere dalla bocca del Signore e non voleva più staccarsi, perché in Essa era ed è espresso chiaramente il pensiero di Dio. Solo attraverso il consiglio della Parola si riceve l’indicazione adatta per un’etica biblica secondo il piacere del Padre celeste. Per Davide era chiaro, se voleva prosperare, se voleva essere beato, doveva attenersi e dilettarsi nella Legge del Signore. La meditazione della Scrittura, per il Salmista non era un peso innato, ma un diletto, una gioia, un ristoro, uno scopo di vita. Si incontrano credenti abbattuti, afflitti, scoraggiati e sconfitti; senza forza e senza coraggio; solo perché non amano e non si dilettano nella Legge del Signore che è perfetta. Ogni cristiano deve fare della Parola di Dio il proprio cibo e la propria bevanda spirituale (Colossesi 3:16). Sii amante della Parola.

In conclusione, Samuele certamente non poteva sapere quello che c’era nel cuore di Davide, ma Dio che conosce ogni cosa, che è l’Onnisciente, sapeva che in quel giovane c’erano delle potenzialità che avrebbero soddisfatto il Suo cuore. Le stesse caratteristiche devono trovarsi in ogni credente, per essere distinti.

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