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DAVIDE, L'UOMO CHE SEPPE DISTINGUERSI
(1°Samuele 16:1-13 - Seconda Parte)

Dio ha sempre operato in modo strabiliante da lasciarci stupefatti. Questa verità essenziale venne ricordata, dopo lunghi anni, alla generazione del Nuovo Patto; infatti, in Atti 13:22 troviamo scritto che Dio rimosse Saul dal regno e che al suo posto scelse Davide. Saul all’inizio del suo incarico si comportò bene, si reputò incapace, si dimostrò umile; ma a lungo andare cadde nella disubbidienza e nel peccato. Diversamente da Davide, Saul non aveva il cuore molto propenso alle cose di Dio. Egli non seppe dare il giusto valore all’ubbidienza che Dio richiedeva, e nonostante ebbe l’opportunità di ristabilire le giuste priorità, non fu in grado e pian piano si ritrovò scaduto dalla grazia di Dio. Pensò che i sacrifici avessero più valore dell’ubbidienza, ma Dio disse diversamente. Si noti che Dio stesso testimoniò di Davide dicendo che era un uomo secondo il Suo piacere e che avrebbe fatto la Sua volontà. Ciò che è notevole considerare è che dopo 1000 anni circa, in Atti viene ricordato, non il duplice peccato ma il suo cuore gradito a Dio. Quando Dio lo scelse, disse che Egli non guardava all’apparenza come gli uomini, ma al cuore. Certo, l’omicidio e l’adulterio, sono peccati gravi e, grazie a Dio, Davide trovò luogo a pentimento: si pentì e confessò. Ma il peccato ancor più grave è la disubbidienza, la mancanza di fede e la mancanza di comunione col Signore. Davide era distinto perché possedeva delle caratteristiche che ogni credente dovrebbe avere, ma che purtroppo non tutti li possiedono. Le qualità che portarono a distinguere Davide dagli altri:

1) La preghiera mattutina. Il Salmista iniziava le sue giornate con la preghiera (Salmo 5:1-3). Egli fin dal mattino supplicava il Signore, pregava Dio, chiedeva l’aiuto necessario, ringraziava l’Eterno e si aspettava l’esaudimento da parte di Dio. Era certo che il Signore avrebbe risposto alla sua petizione ed onorato la fede del suo servo. Davide non usciva di casa senza pregare. La gente al tempo di Gesù, andava al tempio al mattino presto per ricevere l’istruzione dal Divino Maestro (Luca 21:37,38). Dopo la risurrezione, Gesù si presentò ai discepoli e disse: venite a fare colazione, (Giovanni 21:12). Mosè pregava Dio dicendo: saziaci al mattino della tua grazia e noi esulteremo (Salmo 90:14). E' scritto: "Risveglia ogni mattina il mio orecchio, perché io ascolti come ascoltano i discepoli" (Isaia 50:4). Dobbiamo dire che è meraviglioso accostarsi al Trono della Grazia di Dio già dal mattino. Purtroppo, sembra che questa bellissima abitudine in alcuni è venuta meno, è scomparsa; mentre in altri sembra che non ci sia mai stata. Vuoi per la mancanza di tempo, vuoi per la pigrizia, o il disinteresse, non ci si accosta più molto volentieri al Trono della misericordia, né al mattino e nemmeno durante il giorno. Per il Salmista, era importante la comunione col Signore fin dal mattino (Vedasi: Salmo 59:16 e Salmo 143:8). Ogni mattina, Davide lodava, cantava della bontà e della potenza del Signore.

2) Aperta confessione. Ciò che distinse anche Davide, fu il fatto che quando venne ripreso per il peccato commesso, si pentì e confessò il suo errore apertamente. Nel momento in cui venne scoperto, si pentì, si addolorò, si umiliò, confessò e pianse amaramente (Vedasi: Salmo 32:1-5 - Salmo 51:1-4). Quando il profeta Natan, andò a richiamarlo con la storiella della pecorella ecc… Davide, non scappò, non fuggì via, non si nascose da Dio, ma in Dio. Non addossò la colpa ad altri e nemmeno a Dio, come fecero Adamo ed Eva. Il re Davide si caricò di tutta la responsabilità ed ammise di essere colpevole (2° Samuele 12:13). Oggi se qualcuno viene ripreso, si offende subito, alcuni si sviano dalla fede, altri non vanno più in chiesa, altri ancora cambiano chiesa. C’è gente pronta a dire: a me non lo dovevi fare o dire; sembra che in chiesa abbiamo anche gli intoccabili. Ma la riprensione, l’esortazione dimostra che siamo amati sia da Dio che dal pastore! Anche noi, come Davide, dobbiamo distinguerci dagli altri se vogliamo essere secondo il cuore di Dio. E' scritto "Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia" (Proverbi 28:13).

3) Animo non vendicativo. Il Salmista, confidò soltanto nel Signore per la vendetta. Il re Davide mise la sua causa nelle mani di Dio. Anche quando avrebbe potuto vendicarsi, agire personalmente, lasciò la propria causa nelle mani del Signore. Le varie esperienze con il suocero Saul, dimostrano che più di una volta ebbe l’opportunità di vendetta, ma non lo fece. Egli sapeva che la vendetta appartiene al Signore (1°Samuele 24:13-16; 26:8-11,21-25). Si noti come ancora oggi, la vendetta sia il desiderio, sempre più presente e manifesto, nei cuori degli uomini. Senza la grazia di Dio, non è facile perdonare, ma Gesù desidera che i Suoi siano discepoli predisposti alla misericordia e pronti a perdonare i torti subiti (Matteo 5:7). Secondo il pensiero umano, Davide poteva sembrare un debole, un fallito, un’incapace; poteva apparire come un uomo inaffidabile, Ma agli occhi di Dio era gradito, era approvato, perché così facendo, Davide rallegrò il cuore del Padre Celeste. Anche noi impariamo ad essere sempre misericordiosi e non vendicativi, perché un giorno renderemo conto personalmente delle nostre azioni a Dio che è il Giusto Giudice. Anche qui, il Divino Maestro, lasciò un esempio eccellente, Egli confidò e si rimise soltanto in Dio perché giudica giustamente (1°Pietro 2:23). L’Apostolo Paolo, consiglia di lasciare la nostra causa nelle mani di Dio (Romani 12:19-21).

In conclusione un uomo e una donna che sapranno confidare soltanto nel Signore per questo ed altro ancora, sapranno certamente rallegrare il cuore di Dio. Se vogliamo essere distinti da altri, necessita possedere queste caratteristiche. Non importa se per gli uomini appariamo insignificanti, ma l’importante essere al centro della volontà di Dio. Distinguiamoci per l’onore dell’Evangelo.

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