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"IL CRISTO RISORTO DAI MORTI - (Seconda Parte)"
(Rif. Seconda Epistola a Timoteo Cap.2 versi 1 a 13)

Questa meditazione non intende richiamare ciò che Gesù Cristo ha fatto, ma ricordare la persona in Sé. "Ricordati" è al tempo presente, e nella forma di un comando! Paolo non sta dando un consiglio alla leggera, ma un ordine ben chiaro! Ogni credente, pastore compreso, deve ricordarsi della Persona di Gesù. CONTINUIAMO A CONSIDERARE IL PERCHE' OCCORRE RICORDARSI DELLA RESURREZIONE:

1). Perché CONFERMA LA SCONFITTA DELLA MORTE. Grazie alla Sua risurrezione, sappiamo che la morte è stata sconfitta. Ma sappiamo anche, che un giorno i morti in Cristo saranno riportati in vita. Grazie a questa sconfitta, saremo glorificati e vivremo eternamente con il Signore. (1°Ep.Corinzi 15:54,55). Nel giardino dell’Eden, (Genesi capitolo 3) e al Gòlgota, (Evangelo di Marco 15:22-24), sembrò che Satana avesse avuto vittoria. Ma Dio trasformò l’apparente vittoria di Satana in vera e reale sconfitta, quando risuscitò Gesù Cristo dai morti, (Colossesi 2:15; Eb.2:14,15). La morte non è più un motivo di terrore o di paura. Cristo l’ha vinta e l’ha vinta anche per noi. Quasi tutti coloro che sono intorno a noi hanno paura della morte perché non conoscono il dono di Dio, (Giovanni 4:10), ma il credente non deve temere perché Cristo ha perdonato i suoi peccati e gli ha dato la vita eterna. In Apocalisse 1:18, Gesù dice che ha subìto la morte, ma ora è vivente e tiene le chiavi della morte e dell’inferno. I nostri peccati hanno provato la nostra colpevolezza e ci hanno condannati, ma Gesù ha le chiavi della morte e dell’inferno, (Apocalisse 20:14). Solo Lui ci può liberare dall’eterna schiavitù di Satana. Solo Lui ha il potere e l’autorità di liberarci dal dominio del peccato. I credenti non hanno bisogno di temere l’inferno né la morte, perché Cristo ha le chiavi di entrambi. Tutto ciò che dobbiamo fare è voltare le spalle al peccato e rivolgerci a Cristo con fede. La morte non ha più potere. Questo corpo rivestirà incorruttibilità e immortalità! Cristo trasformerà tutto l’essere nostro!

2). Perché CONCEDE AUTORITA’ ALLA MISSIONE DELLA CHIESA. L’autorità che ha la Chiesa nel testimoniare, viene esclusivamente dalla risurrezione. La Chiesa non è edificata su un morto, ma su Gesù, il Vivente Figlio di Dio. Se diamo un occhiata al libro degli Atti, già dai capp.2-4 notiamo che il messaggio principale era la proclamazione della risurrezione di Cristo. Se Cristo fosse rimasto nella tomba, invano avremmo predicato il Vangelo, ma siccome Gesù è risorto, i cristiani possono efficacemente annunciare il Vangelo, potenza di Dio.ll Signore ci aiuti e ci guidi a far si che anche oggi sia questo il nostro messaggio. L’evangelista Marco, attesta che i discepoli predicano e il Signore risorto conferma la Parola con segni e miracoli, (Marco 16:20). Il Vangelo di Marco mette in risalto la potenza di Cristo e nello stesso tempo la Sua condizione di Servitore efficace di Dio. La vita e l’insegnamento di Gesù hanno rivoluzionato il mondo. L’umanità considera il potere come mezzo di controllo sugli altri a vantaggio dei propri interessi, ma Gesù, pur avendo il potere supremo, scelse di servire gli altri. Egli accolse gli umili, guarì i malati, lavò i piedi dei discepoli, e morì per i peccati dell’umanità. Seguire Cristo significa avere lo stesso potere. Come credenti, siamo chiamati ad essere servitori di Cristo; dunque, come Cristo ha servito gli altri, così anche noi dobbiamo servirli, in particolar modo annunciando il messaggio del Vangelo. I discepoli annunziano la verità biblica e il Signore risorto conferma ciò che dicono di vero alla gente!

3). Perché TESTIFICA DELL’ONNIPOTENZA DI DIO. Questa risurrezione dichiara solennemente che il Signore è l’Onnipotente. In altre parole, la potenza di Dio che riportò Gesù in vita è anche a nostra disposizione. Per mezzo di questa potenza possiamo vivere per Lui, secondo il Suo piacere, in un mondo così malvagio. In virtù della potenza del Signore possiamo vivere vittoriosi sul male e sul peccato. L'Apostolo Paolo, in 1° Corinzi 15:56,57, parla di dardo della morte e di vittoria nel Signore. Ben può l’Apostolo prorompere in sincero rendimento di grazie per una simile vittoria. Si osservi che egli ringrazia Dio perché ci dà la vittoria. Ma i santi non avevano fatto niente; Dio aveva fatto tutto! Vero, ma la vittoria è nostra perché essa sarà manifestata in noi. Noi siamo l’oggetto di questa meravigliosa potenza e siamo associati con Colui che ha determinato tutto. "La vittoria è nostra" e la godremo pienamente in Quel giorno glorioso. Tuttavia è tutto "per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo". Si osservi il nome completo! Un profondo senso di gratitudine riempie i nostri cuori quando, da Scritture come questa, comprendiamo l’opera straordinaria che Gli è attribuita: pensiamo all’opera meravigliosa della croce; alla potenza della Sua risurrezione; all’opera attuale come Sommo Sacerdote ed Avvocato; al Suo portare a conclusione al Rapimento l’attuale era del disegno divino; alla costituzione del regno; e all’estrema fine di tutto, lo stato eterno. In Cristo Dio ci da la vittoria! Noi ci inginocchiamo davanti alla maestà della Sua Persona ed alla massima competenza in ogni reame.

4). Perché CONFERISCE SIGNIFICATO ALLA CENA DEL SIGNORE. Come fu per i discepoli sulla via Emmaus, anche noi rompiamo il pane col Signore risorto, che ci salvati e che viene con potenza a prenderci. Non abbiamo comunione con un morto, ma col Principe della vita! Egli è qui vivente! Oggi, ricordiamo e abbiamo comunione insieme, ma ogni giorno, personalmente realizziamo la Sua relazione efficace che ci trasforma all’immagine di Cristo. Viviamo in vista di Gesù Cristo! La Chiesa di Dio ha comunione col Signore Gesù Cristo, che è stato elevato in gloria!

CONCLUSIONE: I cristiani possono essere molto diversi l’uno dall’altro, possono avere idee politiche, culturali e teologiche diverse, MA una cosa unisce ed ispira tutti credenti: Gesù Cristo è risorto dalla morte! Ricordiamocelo e desideriamo la Sua presenza!

 

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